Visita a Panaque
Staff

Lionel: Flavio ci presenti un attimo la Panaque?

Flavio: Si allora siamo in 5. 5 a lavorare fissi cui più uno spedizioniere che lavora fisso per noi. La società esiste dal 1996 e chiaramente dalla creazione si è allargato sia il numero di pesci prodotti all’anno sia il numero di specie. Adesso, oltre ai discus abbiamo ancistrus, scalari, apistrogramma, guppy.
La nostra filosofia è quella dell’acqua coltura, non tanto quella dello stoccaggio e distribuzione. Chiaramente per il mercato attuale dobbiamo anche fare stoccaggio ma per esempio l’Acquario di Bologna ha uno stoccaggio 70 volte il nostro.
Alla fine i pesci nati da noi sono il 99% di quello che vendiamo; non facciamo trans-shipping.
Investiamo anche verso la ricerca: ci sono 3 studenti che fanno una tesi di laurea sulla biologia in veterinaria dei discus. Questi sono dei risultati sicuri per il futuro.
Tutti i pesci che arrivano da noi sono controllati; uno viene sacrificato, aperto ed esaminato. Facendo cosi, se successivamente uno nostro cliente ha un problema sanitario con i nostri pesci, possiamo abbastanza facilmente controllarlo.
Al livello dello stoccaggio investiamo anche nel senso che, per esempio, il cardinale da noi mangia solo artemia, tra l’altro arricchita. Altri non lo fanno anche se il prodotto a monte è identico. Questo è un po’ la differenza che cerchiamo di proporre ai nostri clienti.
Abbiamo circa 200 clienti, ma lavoriamo regolarmente con circa 70 partner con i quali abbiamo un rapporto privilegiato. Queste informazioni sono comunque reperibili sul nostro sito che è molto trasparente.
La vendita di pesci ornamentali rappresenta il 50% della nostra attività. L’altra meta è un attività di progettazione come l’acquario di Cattolica o il delfinario di Riccione, l’acquario di Livorno, la Mostra dei Squali a Roma che ha girato tutta l’Italia ed altri progetti ai quali abbiamo ampiamente contribuito in particolare per i problemi di impianti idrici. Ora lavoriamo anche sugli impianti per i negozi. Poi c’è una parte di consulenza per esempio per il Ministero dell’ambiente.

Max: Perché la Panaque sta a Capranica ?

Ci vuole tant’acqua per portare avanti un progetto come il nostro. Quindi si è posta la necessità di trovare un posto dove c’era molt’acqua.
L’alto Lazio ha una risorsa idrica impressionante. Siamo sopra la falda del lago di Vico e l’acqua è buonissima. C’è per esempio l’acqua di Nepi. Non è molto commercializzata ma è buona da bere cosi che se non vanno bene i discus ci possiamo mettere ad imbottigliare l’acqua.
L’acqua ha una conduttività stabile ed esce a 180-200microSi, a pH 7, ovviamente senza cloro, ne nitrati ne ammoniaca e cosi via ma esce fredda a 13-14 gradi. Tutti questi motivi ci hanno condizionati per la scelta di questo terreno.

Fede: Ma allora l’acqua non è cosi acida come si pensa?

Flavio: Tenete presente che abbiamo riprodotto discus anche a pH 8.5, chiaramente con una resa minore in termine numerico di covate. La riuscita d’una covata varia con tanti parametri; chiaramente la qualità dell’acqua è fondamentale come è vero che la motilità dello spermatozoo del discus è maggiore a pH acido. E quindi vero che un acqua più tenera da maggior successo, comunque per noi si tratta di poter gestire con minimo sforzo un impianto d’allevamento e non possiamo usare le stesse strategie dell’appassionata a casa.
L’acqua è totalmente stabile come dicevo prima. Praticamente abbiamo un KH da 0.2.

Geremia: Ma è strano dopo tutte le teorie fino ad oggi messe poi in pratica, sentire di riproduzioni ottenute con questa conduttività no?

Flavio: Si è strano ma è cosi. Con quest’acqua in vasca si potrebbero creare problemi di stabilità. Però potendo caricare tant’acqua di falda possiamo stabilizzare i valori dell’acqua a quello praticamente del pozzo, migliorando cosi la qualità dell’allevamento dei pesci.
Tra l’altro, considerate che abbiamo per esempio molti scalari che necessitano veramente di tanta acqua; con il nostro sistema possiamo se necessario, in caso di emergenza, cambiare anche la totalità dell’acqua in un ora. Se invece dovessimo fare acqua osmotica, rimineralizzarla etc etc non potremmo chiaramente ragionare allo stesso modo. Tutto questo ha pesato nelle decisione aziendale per installarsi qui a Capranica.
Un altro esempio: noi abbiamo anche tanti altri tipi di pesci. Non si può pensare di dover mettere ciascun tipo di pesce a un determinato pH. Con il nostro meccanismo puntiamo sulla qualità dell’acqua non sui singoli parametri.
E’ chiaro che dovessimo riprodurre ad esempio un killy allora dovremmo modificare il pH. Ma i Ciclidi Africani le teniamo nella stessa acqua per esempio. Al contrario per esempio i Black Molly non li teniamo proprio perché dovremmo allora predisporre tutto un circuito di acqua salmastra per loro. Sarebbe un impegno economico non proficuo per l’azienda.

Max: Allora Flavio, puo’ essere che per riprodurre i vostri discus sarebbe il caso di ricercare di avvicinare più ai vostri parametri anziché cercare un pH basso, una conduttività massima?

Flavio: No, alla fine il discus è “stra-allevato” e quindi si adatta un po’ a tutto. Invece per un selvatico è innegabile che sia necessario avvicinarci ad altri parametri.
Comunque, indipendentemente dalla provenienza di un discus, la migliore soluzione per riprodurlo è probabilmente quella di cercare di rispecchiare le condizioni della natura. Nel nostro caso comunque in linea di massima la riproduzione funziona.
Vi posso anche dire che comunque per alcune varietà, a pH più acido, la riproduzione funziona meglio.

Lionel: Quali per esempio?

Max: I marroni…

Flavio: No, tralasciamo i selvatici. Vi spiego cosa abbiamo fatto. Allora, siamo partiti con una base di allevamento, cioè con un tot di discus.
Il nostro problema è che per fornire sul mercato un prodotto sanitariamente pulito, non possiamo importare il “Super Leopard Multi Filter” e metterlo in produzione. Dovremmo disporre d’un impianto a parte. Quindi non cerchiamo di creare la variante in Italia come lo fanno in Tailandia dove per spazio, acqua, costo della mano d’opera possono permettersi questi esperimenti per i quali sono molto bravi. Noi, per produrre una nuova varietà, dobbiamo partire da uno stock e lavorare con questo pool di pesci, come lo abbiamo fatto sui selvatici, come tentiamo di farlo con l’Altum e cosi via. Quindi non facciamo una grossa selezione ma ci affidiamo ad un pool gia selezionato da altri, comprati giovani, 6-7 cm, nel sud-est asiatico.
Al contrario perché i Cecoslovacchi sono molto bravi quanto invece vengono spesso denigrati ? Lo sono perché sono invece molto attenti ai singoli dettagli, alla manualità la quale gli consente di fare per esempio tanti cardinali, e ne fanno tanti, come anche i Coridoras.

Lionel: Come viene trattata la vostra acqua?

Flavio: Allora l’acqua viene pompata dalla falda, microfiltrata a 5 micron e debatterizzata. Questo si è reso necessario anche per esigenze della USL, anche se l’acqua contiene pochissimi batteri.
L’acqua viene quindi riscaldata per scambio di calore. Utilizziamo una caldaia che usa nocciole.

Lionel: A proposito della debatterizzazione, siccome era un argomento del Forum molto dibattuto in particolare sul tempo di ascensione della lampada UV, ci puoi dire la vostra strategia?

Flavio: La lampada rimane sempre accesa in modo che l’acqua di stoccaggio e l’acqua che entra in vasca sia praticamente sterile. Certo che nella camera dell’UV, se passa una particella tra raggio UV e batteri, il batterio non viene ucciso. Quindi non è una sterilizzazione al 100% ma consentente alla carica batterica in vasca di essere molto bassa e garantisce anche un migliore sviluppo delle uova, oltre che una migliore percentuale di schiusa delle larve dopo la schiusa. Le lampade vanno cambiate sistematicamente ogni 8 mesi.
Probabilmente la carica batterica diventerà anche in acquario un parametro che si misurerà come adesso misuriamo pH, NO2, NO3 e cosi via. I risultati si vedono molto sulla qualità finale dei pesci anche perché il nostro cibo e il nostro metodo artificiale di allevamento sporca molto l’acqua.

Geremia: Come si fa a trasferire questa tecnologia nelle nostre vasche?

Flavio: Intanto bisogna mettere prima della lampada una filtrazione meccanica a 5 micron. Ora il problema è che funziona con una pompa in pressione e quindi serve un certo volume di acqua. Chiaro che in una piccola vasca un circuito del genere non funziona.

Lionel: Quindi alla fine, in una vasca di discus come le nostre, ha senso mettere un impianto UV? Eventualmente va tenuto sempre acceso?

Flavio: Allora diciamo che in linea di massima si tiene sempre acceso. Montarlo si, ha senso, dipende anche da quanto si possa investire, ma soprattutto è fondamentale montarlo bene. Diciamo per esempio che se hai una vasca con una coppia d’un certo valore che depone e schiude poco allora consiglio di montarlo. Un'altra necessità può essere quello della vasca torbida, con alghe etc… La scelta della lampada è anche importante ma questo vale per qualsiasi prodotto che deve essere di buona qualità e usato correttamente.
Un altro esempio dell’uso opportuno di UV è durante l’attivazione del filtro. Allora: si comincia con il calcolare la produzione teorica di cloruro di ammonio che produrranno i pesci in vasca. Si mette nel filtro la quantità di batteri in grado di abbattere tale quantità in 24 ore. Quindi il giorno dopo non lo trovi più. A questo punto accendi l’UV che deve essere a monte della filtrazione biologica. Cosi l’UV fa da schermo alla filtrazione biologica. Perché? Perché nel biologico c’è competizione spaziale tra i 2 batteri che ci interessano e una serie di batteri, non patogeni necessariamente, ma che occupano lo spazio a disposizione riducendo l’efficienza della filtrazione biologica. In questo senso, l’UV riduce tali batteri.
Quando si avvia un filtro, la cosa più sbagliata che abbiamo fatto tutti è di prendere un pezzo di lana d’una vasca gia avviata e di trasferirla nel nuovo filtro. Facendo cosi, è vero che avvii il nuovo filtro, ma gli dai anche tutto “lo storico” di quell’acquario, magari non patogeno ma tutto lo stock di eterotrofi. Il meglio è di partire da zero e di inoculare con batteri buoni.

Lionel: Scusa Flavio, ma nelle nostre vasche l’UV dove va montato?

Flavio: Allora l’ideale è di filtrare su UV tutta l’acqua prima di mandarla sul biologico. Ora con i vostri filtri, non è possibile di prelevare tutta l’acqua del primo scomparto, passare in pressione su l’UV e rimandarla al biologico. Ci vorrebbero altri scomparti o una serie di filtri esterni. Ora comunque anche montandolo in derivazione aiuta sicuramente il bilogico.

Ci si sposta a l’interno della serra dove Oscar prosegue la visita.

Lionel: Oscar, allora ci presenti la serra in “numeri” e ci parli dell’allevamento artificiale dei discus?

Oscar: Si, allora la serra è un capannone da 400 metri quadrati circa per un volume di acqua di circa 24.000L per scalari, 12 sistemi parzializzati dove ci sono le varie attività come ad esempio i discus.
Tutte le acque vengono dal sistema centralizzato ma ogni sistema parzializzato può essere aggiustato a secondo delle necessità come la temperatura per i discus per esempio che vengono mantenuti a 28-30 gradi per dare delle buone covate.
I discus vengono allevati in modo artificiale. Perché innanzitutto all’inizio potevamo ottenere cosi Blu Diamond e Pigeon. Ora non dico che artificiale è meglio o peggio del naturale anche perché se vedete il sud est asiatico fanno anche più pesci di noi. Il fatto è che per noi adesso è tutto automatizzato, e questo ci consente di lavorare meglio sui pesci e ottenere quindi una resa maggiore.

Max: Qualcuno pensa che i pesci di Panaque cresciuti in modo artificiale hanno problemi quando a casa si riproducono perché non hanno più l’istinto delle cure parentali...

Oscar: No, ho visto per esempio Leopard e Turchesi che vanno benissimo anche se togli le uova e poi se li lasci da soli vanno bene lo stesso. Invece alcuni Pigeon hanno problemi nell’allevamento naturale indipendentemente dal fatto che vengano da Panaque. Abbiamo dei Turchesi rossi presi prima in Germania poi dal sud-est asiatico: nel primo caso fanno covate da 200 uova, nel secondo da 50. E’ un fatto puramente genetico.

Lionel: Ma far fare ai genitori tante riproduzioni una appresso all’altra non li stressa troppo?

Oscar: Loro vanno comunque in pausa quando vogliono. Il problema nostro è comunque di disporre sempre di certe varietà; attualmente si sono bloccati i Cobalt e questo ci crea problemi.

Max: Usate qualche cosa, acidi, per stimolarli alla riproduzione?

Oscar: No, non usiamo niente.

Oscar ci mostra quindi come le uova fecondate sui coni nelle vasche dei genitori vengono spostate in piccole vasche fino alla schiusa. Successivamente l’allevamento avviene in bacinelle dove le larve vengono nutrite con tuorlo d’uovo essiccato. Successivamente le larve vengono spostate in vasche sempre più grande e nutrite con artemia.
Questa parte iniziale dell’allevamento artificiale non abbiamo potuto seguirla poiché non c’erano covate giovanissime al momento della nostra visita. Un articolo molto bello lo ha pubblicato comunque la rivista Hydra.

Da qui è possibile scaricare i filmati relativi alla visita

Panaque 1
Panaque 2
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