TROPICAL WORLD, a Civitavecchia in via Largo dei Mille, è gestito da Lorenzo Scotti e da Riccardo Grossi. Intervista a Lorenzo Scotti. DF: Come e quando è nata l’idea di aprire il negozio? LS: L’idea in realtà c’è sempre stata, soprattutto da parte mia, poi per una serie di coincidenze insieme al mio socio abbiamo pensato prima di acquistare un negozio già esistente, ma visto che non era la strada giusta da seguire, abbiamo deciso di aprire un negozio tutto nostro. DF: Su cosa punti per differenziare il tuo negozio dagli altri? LS: Per prima cosa devo dire che, l’impostazione del negozio è stata curata dal punto di vista tecnico scegliendo delle vasche da esposizione acquistate da una ditta specializzata in costruzioni per impianti pubblici. Questa è una società di biologi, e quindi all’estetica abbiamo preferito la tecnica, che è la prerogativa del nostro negozio. Devo dire che comunque anche l’aspetto estetico è notevole. DF: Quanto reputi importante la competenza del negoziante all’interno di un negozio? LS: Per me è fondamentale. Si può aprire il miglior negozio e avere degli impianti all’avanguardia, ma se non si sa trattare con il cliente e con gli animali non si ottiene niente. Si trovano già molte difficoltà ad aprire un’attività con poca esperienza, senza sarebbe un’impresa titanica. Essere esperti in acquariologia non equivale a saper portare avanti un esercizio commerciale. Sono due cose diverse. Considera ad esempio me, che vengo da un’esperienza lavorativa in un altro negozio che aveva vasche progettate in maniera completamente diversa, per me comunque è stato molto difficile l’adattamento alla tipologia di impianto che abbiamo adesso. Inoltre bisogna curare l’aspetto commerciale, prendere contatti con le ditte, cercare di scegliere i prodotti migliori e ultima cosa, non per ordine di importanza, bisogna curare i contatti con il cliente. DF: Cosa pensi dell’acquariofilia italiana? LS: L’acquariofilia italiana si sta evolvendo, ma molto spesso le persone incompetenti si mettono sul mercato. Quando viene un cliente e tu sei dietro il banco, è importantissimo spiegarsi bene, basta poco e un negoziante sprovveduto può rovinare il mercato, perché non essendo qualificato può dare consigli errati. Così l’acquariologia ne risente… però sono ottimista. DF: Rispetto a 10 anni fa come è cambiata l’acquariofilia? LS: Forse si è un po’ imbarbarita. Prima era un mercato molto più di nicchia, più specializzato, poi c’è stato il boom economico e tutti si sono buttati sul commercio, tralasciando la passione vera. Per fare un negozio come Tropical World bisogna essere ispirati e non aprirlo semplicemente perché non ve ne sono nei dintorni. Per quel che riguarda l’acquariofilia del discus secondo me si è evoluta molto e questo è positivo, i discus sono molto più commerciabili e possono essere mantenuti anche da persone un po’ meno esperte. Avere un discus ora è più semplice rispetto a 10 anni fa, quando si trovavano solo quelli importati dal sud America, che erano delicatissimi e avevano tante problematiche. DF: Pensi che sia importante l’acquisto di riviste da parte degli acquariofili? Cosa pensi delle riviste? LS: Purtroppo se ne vendono sempre poche, e non dico purtroppo dal punto di vista commerciale, ma dal punto di vista informativo. Molto spesso le persone non leggono neanche le istruzioni delle medicine che prendono loro, quindi figurati le riviste! Ritengo comunque che siano un’ottima fonte di informazione, di novità. Sono migliorate, ce ne sono delle nuove, e si è creato un buon movimento sul mercato. DF: Dei siti internet cosa pensi? In particolare cosa pensi dei siti dedicati al discus? LS: Dei siti internet non ho un’esperienza approfondita, ma posso dirti che come visibilità e punti d’incontro sono eccezionali. Però è pure vero che c’è la difficoltà di controllare la fonte stessa, e quindi è un’arma a doppio taglio. Non sempre tutto è controllato, e questo può essere un bene perché comunque ognuno dice la sua, ma può essere anche un male perché se una persona pensa che tutto quello che è scritto in rete è verità, poi tende a fare cose strane. Si legge di tutto , ad esempio, mi arrivano persone in negozio che hanno preso spunti da siti internet e fanno delle cose improponibili. Per quanto riguarda il sito dei discus, secondo me è ancora più importante, perché chi alleva questi splendidi ciclidi, è una persona che tende ad informarsi un po’ di più e ha un acquario sicuramente diverso dall’acquario di comunità, quindi cerca più informazioni, più confronto, e per questo i siti sono ottimi. DF: Ci descriveresti brevemente il funzionamento e la gestione dell’impianto e delle vasche? LS: L’impianto è stato concepito in schede sia per l’acqua dolce che per il marino, la gestione del filtraggio quindi è centralizzata, e praticamente lo schema di funzionamento è così riassunto: l’acqua viene captata da ogni vasca e viene raccolta in una sump dove viene aspirata da una pompa abbastanza potente e fatta passare prima attraverso un filtro a sabbia, che ha una funzione sia biologica si meccanica e trattiene meccanicamente particelle fino a 60 micron; poi entra in un microfiltro FSI e filtra meccanicamente particelle fino a 5 micron. Da qui l’acqua passa alla lampada germicida, elaborata dalla Panaque. Questa si compone di due lampade industriali da 54watt. Successivamente una parte dell’acqua viene convogliata allo scambiatore termico, e una parte viene riportata su nelle vasche. Lo scambiatore termico è stata una scelta sia di tipo economico, sia di tipo gestionale, perché effettivamente, possedere e gestire uno scambiatore di calore, invece dei classici termoriscaldatori a provetta è molto più semplice. Esso è gestito da un termostato elettronico che apre e chiude l’ingresso secondario della vasca, mentre l’entrata primaria viene gestita da una caldaia, effettuando quindi il riscaldamento dell’acqua con una caldaia a gas. Gestiamo intorno ai 13000 litri d’acqua, per ogni impianto sono intorno ai 3500 litri per gli impianti più grossi, 1300 litri per i coralli marini, l’impianto marino che è intorno ai 1500litri e l’acqua fredda che è un impianto simile, però ha soltanto la germicida e il ricambio d’acqua continuo, acqua di rubinetto prefiltrata con carbone attivo.
DF: Quali sono i valori che utilizzi per le vasche dei discus? LS: Per i discus usiamo acqua più tenera. Abbiamo comunque la possibilità, per tutti gli impianti di filtraggio, di captare l’acqua dall’impianto ad osmosi, tranne quello d’acqua fredda, e teniamo i valori della durezza carbonatica abbastanza bassi, assicurandoci che non superino mai il valore di 5 gradi tedeschi. Il pH non è controllato giornalmente. Per ora le altre vasche hanno tutte una configurazione uguale tra loro(hanno tutte gli stessi valori). Abbiamo in programma di separarle e avere una durezza carbonatica e pH più alti in un impianto e valori decisamente più bassi in un altro. Faremo così, metteremo i ciclidi africani e tutti i pesci che amano un’acqua più dura da una parte e pesci che amano un’acqua più tenera dall’altra. Momentaneamente abbiamo pH 7 e una durezza carbonatica mediamente alta. Non è stato possibile fare questo prima dell’inaugurazione, ma è sicuramente una delle cose di primaria necessità e varrà fatta quanto prima.
DF: Pensi che sia necessario un filtraggio a torba con i discus? Pensi che possa essere nocivo? LS: E’ un sistema come un altro per trattare l’acqua, la torba rilascia acidi organici che abbassano la durezza carbonatica e il pH. Lo stesso può essere fatto attraverso l’utilizzo di acqua osmotica e con impianti di anidride carbonica. Quindi non è indispensabile, ma può essere un sistema per trattare l’acqua. DF: Qual'è, secondo te, la temperatura ottimale dei discus? LS: Dai 30° in su. Questa è una cosa che ho visto qui. All’arrivo, ai pesci è stato fatto un trattamento di termoterapia a temperature più alte, poi si è scesi a 30, così facendo ho dei discus vispissimi. DF: Vedo che trattate prodotti alternativi alle solite marche come ad esempio JBL per i mangimi, Red Sea per la linea di fertilizzanti e note marche come Juwel ed Eheim. Su cosa vi siete basati per la scelta dei prodotti? LS: Per differenziarci un po’ dal mercato che già esisteva a Civitavecchia e per dare una risposta di qualità alle richieste del cliente. La scelta è stata basata già su una conoscenza del prodotto, questo per quanto riguarda JBL e Juwel, mentre altre cose sono state scelte durante l’allestimento del negozio su proposta dei rappresentanti, sempre puntando sulla qualità del prodotto, in modo da differenziarsi dal supermercato che da una scelta abbastanza vasta.
DF: Perché la scelta del pet accanto all’acquariofilia? LS:Inizialmente era solo per gli acquari poi abbiamo trovato un locale più grande che ci permetteva, grazie allo spazio maggiore di trattare articoli per cani, gatti, uccelli, roditori, etc. Il pet porta in negozio acquariofili e non, curiosi etc. Stiamo organizzando una stanza per mettere gli animali, questo sarà un richiamo, più persone visitano il negozio e più si ha visibilità. DF: Hai in programma di prendere altri prodotti? E quanto tieni in considerazione le segnalazioni dei clienti? LS: Abbiamo in programma di prendere prodotti come Askoll, che è una ditta importante, e mangimi Super Hi Food, per dare una risposta di qualità. Per quanto riguarda le marche poco conosciute bisognerà vedere ovviamente la risposta del mercato di Civitavecchia. DF: Pensi di trattare anche discus selvatici in futuro? LS: Bisogna valutare al momento, il discus selvatico è particolare, noi siamo partner Panaque, e ci affidiamo alla loro esperienza. È una fetta di mercato piuttosto piccola, per cui bisogna valutare. Ovviamente se ci sarà richiesta, noi saremo di certo lieti di accontentare i nostri clienti. ...e per finire qualche altra foto del negozio.
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